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Siamo rimasti a corto di aggettivi per descrivere la narrazione dei sentimenti di Terry Moore, che con questo ottavo volume getta il suo sguardo più triste e disincantato al momento che come una spada di damocle pende su ogni amicizia e su ogni amore che sboccia sulla faccia di questa terra. Il terribile istante che l'autore americano descrive così: "I rapporti sono castelli di carte! Si perde un sacco di tempo a lavorarci e a costruirli bene e sembrano belli, no? Hanno un'aria ben fatta. Ma queste stupide cose ignoranti, stupide, stupide, sono fragili come tutto! Per quanto tempo tu ci abbia messo... se vuoi... puoi tirare giù tutto... in un soffio".
E' un albo stupendo, questo Un Rifugio, così come l'intera serie degli Estranei in Paradiso. Quasi un romanzo di formazione: divertente a tratti, struggente in molti passaggi, lacerante in altri, bellissimo comunque. le immagini © Terry Moore, Abstract Studio, Macchia Nera |
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