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E' entusiasmante mettere le mani su volumi come questi, sfogliare tomi fedelissimi agli originali, con copertine cartonate, tavole di grande formato, colori bellissimi, stampa pressochè perfetta... In un recente viaggio di lavoro in Francia, è stata un'emozione fortissima entrare in una libreria, sfogliare con calma volumi di una straordinaria bellezza (non stiamo parlando di qualità delle storie, ma semplicemente dell'oggetto-libro, una smania un po' feticista che attanaglia molti lettori di fumetti, ma non solo...), accatastati con cura in espositori ordinatissimi, dove si poteva trovare ogni ben di Dio.
Leggere il racconto di Alexandro Jodorowsky ci ha però condotto sul mare dei ricordi, alle storie degli Humanoides Associes, all'Incal, all'era delle riviste di autore, al nostro periodo di formazione come fumettomaniaci. Questa storia, infatti, non sfugge agli stilemi della scuola degli Umanoidi, presentandoci una trama tutto sommato convenzionale ed assai poco introspettiva (un'epopea galattica che si divide tra il racconto della iniziazione del giovane Albino alle arti di Tecnopadre - una specie di hacker, re delle tecnologie informatiche del futuro - e quello della sua sgangherata famiglia, la mamma Panepha, il fratello Almagro, la sorella Onyx) in un tripudio grafico che parte dalla lezione moebiusiana per prendere strade proprie, disegnando un futuro fatto di predoni stellari, computer organici e corporazioni transplanetarie. Buona la prova di Zoran Janjetov ed ottimi i colori di Fred Beltran: peccato per gli innesti di computer graphics, freddissimi ed impersonali. Molto di più qui non c'è. E' solo avventura, buona per rilassarsi e sognare per qualche minuto. Se il prezzo non vi spaventa... le immagini © Les Humanoides Associes, Alessandro Editore |
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