Loving The Alien
Otto Gabos
Kappa Edizioni, lire 15.000

E' spesso difficile, per noi, apprezzare appieno molte delle produzioni targate Kappa Edizioni, essendo usciti non da poco (sigh) dal periodo dell'adolescenza, delle passeggiate nel Corso per guardare le ragazze, delle prime uscite notturne, dei primi innamoramenti. La verità, atroce, è che ci sentiamo vecchierelli, ogni volta che leggiamo un romanzo di questo tipo. Sentiamo un po' di nostalgia per un periodo difficile e bellissimo, in cui non si è più bambini e non si è ancora adulti. Rimpiangiamo la nostra stupidità, la nostra avventatezza, perfino i nostri brufoli. Persi nel tram tram attuale, pensare a quel periodo ci fa solo sospirare. 

Non sfugge a questa personalissima sensazione Loving The Alien, nel quale Otto Gabos ci descrive una Sardegna anni settanta, tra pettinature afro e pantaloni con le zampe d'elefante. 

E' la storia di Oberdan, un ragazzo normale e un po' riservato, preso per i fondelli dalla perfida cattiveria dei compagni; ci vengono svelati i suoi pomeriggi passati a caccia di fumetti supereroistici, le sue partite a Subbuteo (e chi se lo ricorda alzi la mano, in quest'epoca di videogiochi ultradettagliati), il palpitare del suo cuore alla vista di Bunny, la ragazzina che invece di emarginarlo parla con lui, cercando dietro i suoi molteplici strati di diffidenza quello che gli altri non riescono a vedere: una persona mite, buona, generosa, un alieno su questa terra, assai più reale degli extraterrestri che per tutto il racconto sembrano prossimi a sbarcare sull'isola.

Struggente. 

le immagini © Otto Gabos, Kappa Edizioni


Il vostro parere su Loving The Alien:

Un capolavoro.
Il grandissimo Gabos non smette di regalarci emozioni con questa sua opera che ha molto di autobiografico.L'alter-ego Oberdan che paragona la sua vita a quella di un personaggio di un suo libro,uno gnomo sfigato come lui.
Una Cagliari anni settanta,un padre che vorrebbe Oberdan più sveglio,in grado di difendersi da quei compagni crudeli che si divertono a complicargli la vita,l'amore per il fumetto e, soprattutto, una ragazza che gli fa capire che poi tanto "soggetto" non lo è,che può essere accettato anche per quello che in fondo è:un bravo ragazzo pieno di sogni e complessi.
Un pò come tutti gli adolescenti. Il tutto, poi, contornato dall'arrivo degli alieni.
Furry

MMMM.....
Mariotto guarda che bramo la continua del favoloso I CAMMINATORI...ma qui si è per parlare degli Alieni...Non male il taglio narrativo con il nano che invece d'estraniarsi (come ogni grillo parlante che si rispetti) si ingloba nel cervello del caro Oberdan, che non mi pare affatto soggetto sapete? provate a farvi una passata per il Nord Barese... altro che soggetti, la neuro farebbe gli straordinari anche a Natale!!!
Giovanni Esposito
 


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