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Lontano dai sapori noir di Brian Michael Bendis (affascinante il suo ciclo su Sam & Twitch, quasi un omaggio alle atmosfere di Seven e dei romanzi di James Ellroy), Jenkins ha cercato quindi di esplorare il subconscio di personaggi allo sbando, le cui esistenze in bilico sono giocate sul filo della disperazione e della quotidianità più becera ed anestetizzante. E se in alcuni episodi lo scrittore del magnifico ciclo degli Inumani è riuscito piacevolmente a stupirci (ci riferiamo in particolare al trittico di storie iniziali), in altri non ci ha convinto per nulla, perdendosi in un finto cerebralismo teso a nascondere un impianto narrativo troppo debole e verboso. Belle sono risultate infatti le caratterizzazioni dell'uomo in procinto di suicidarsi (# 1), della variazione sul tema del contratto col diavolo (# 2), della donna traumatizzata da un'infanzia terribile (# 3). Per il resto, abbiamo già dimenticato quasi tutto. Discreti i disegni di Dwayne Turner, per una serie senza infamia e senza lode. le immagini © Todd McFarlane Productions, Cult Comics |
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