Stupide, Stupide Code di Ratto
Jeff Smith, Tom Sniegosky, Stan Sakai
Macchia Nera, lire 16.000

Fone Bone e la sua allegra combriccola di compagni sono ormai divenuti un appuntamento irrinunciabile per molti lettori italiani di tutte le età. Afferma il creatore Jeff Smith nell'intervista pubblicata sul numero 1 della rivista Autronia (Black Velvet, 1997), traduzione di quella apparsa sul glorioso Comics Journal di Gary Groth: "Sto scrivendo per gli adulti. L'unica ragione per cui può essere letto dai bambini è solo perchè mi mantengo fedele al genere di fumetti che ho sempre voluto leggere quando ero un bambino (...) Ero sempre alla ricerca di un fumetto con dei personaggi come Asterix o Zio Paperone ma con una storia più intensa, un'avventura più grande che fosse costruita in modo molto più solido e che avesse un respiro maggiore. Ai miei personaggi possono accadere delle cose, e gliene accadranno". Ed è proprio questa, forse, la chiave del successo di Bone: un nostalgico ricordare, che non vuol dire imitare, atmosfere legate a noi da un imprinting fanciullesco, da momenti di lettura serena ed incontaminata.  

Stupide, Stupide Code di Ratto è un albo fuori serie che cavalca questa onda favorevole, presentando la omonima miniserie uscita in America a cavallo alla fine del 99' e un racconto d'appendice pubblicato nel 98' sul mensile dedicato al simpatico esserino bianco. La storia principale è dedicata a Big Johnson Bone, l'antenato fondatore della città di Boneville, e al suo incontro/scontro con i terribili rattodonti che infestano la rigogliosa foresta della Valle tagliata dal sinuoso fiume Rolling Bone. Scritto da Tom Sniegosky ed illustrato da Smith in persona, il racconto si rivela però debole ed inconsistente, sebbene a tratti sia impossibile trattenere il sorriso: troppi cliché e un che di già visto contribuiscono ad affondare una storia che forse ha nell'eccesso di gag il difetto principale. Meno male che alla fine scopriamo perchè i rattodonti non hanno la coda! Magra consolazione, ma tant'è...

Ancor più brutta risulta la seconda storiella, incentrata sul pestifero cinghialetto Riblet. I disegni di Stan Sakai, troppo grezzi e perciò dissimili dal tratto pulito ed ordinato di Smith, concludono l'opera. Peccato. 

 le immagini © Jeff Smith, Macchia Nera - per Autronia, © The Comics Journal, Black Velvet


Il vostro parere su Stupide, Stupide Code di Ratto:
Io non sarei così duro con la storiella in appendice al volume. Che è proprio questo:una storiella! Senza le pretese di eguagliare il bone "vero", creata (suppongo) solo con l'intento di far sorridere. E mi sembra che in questo ci riesca molto bene, creando situazioni veramente spassose con un ritmo e un tempo comico davvero notevole. E' vero, Sakai non è il massimo, ma tutto sommato il suo tratto caricaturiale non stona troppo con il clima della storia. 
Insomma, io sarei decisamente più propenso ad una promozione che ad una bocciatura!!
Andrea Rodegher


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