Sandman Mystery Theatre: Il Dottor Morte
Matt Wagner, Steven T. Seagle, Guy Davis, Vince Locke
Magic Press, Lire 14.000

Sandman Mystery Theatre si conferma con questo ennesimo paperback come una delle serie più interessanti e narrativamente coerenti della linea Vertigo. 

Con questo "Il Dottor Morte" Matt Wagner e Steven T. Seagle ci trasportano ancora una volta nella New York degli anni 30' con una storia che omaggia (o plagia?) in minima parte "Il Nome della Rosa", ma che come di consueto avvolge il lettore con una trama avvincente che sfrutta tutte le astuzie del giallista perfetto per sviare il lettore nei suoi sospetti e tenerlo incollato alle pagine. Stavolta si tratta di una serie di omicidi "chimici" apparentemente privi di alcun collegamento: un vecchio pugile, un pianista sulla via del tramonto, un comico che non fa ridere più nessuno, una cameriera di un locale "per soli uomini"... tutti accompagnati da una "ricetta medica" delirante e morbosa.

Questo volume spinge poi sull'acceleratore della conoscenza (biblica, verrebbe da dire) tra Wesley Dodds e Dian Belmont, che giocano al gatto e al topo in un gustosissimo tourbillon investigativo, romantico e sessuale. Perchè sì, Sandman Mystery Theatre mantiene nelle sue pagine questo sguardo forte ed adulto alle tematiche sessuali, sempre e comunque presenti nelle storie: Riccardo Corbò, nel consueto redazionale "Al risveglio..." scrive, confrontando Dian con le hot girls di tanto fumetto made in Usa degli ultimi dieci anni: "Di fronte alla saga dell'inchiostro siliconato, noi continuiamo a preferire una Dian Belmont che, svantaggiata dal tratto grafico, punta per conquistare il suo uomo sulla sua sensibilità, sulla sua intelligenza e, perchè no, anche su una naturale seduzione sessuale". Punto di vista assolutamente condivisibile, malgrado l'appunto neppure troppo velato all'accopiata artistica di Guy Davis e Vince Locke potrebbe far pensare a disegni semplicemente brutti. In effetti il tratto è piuttosto particolare, certamente non definibile come "bello" o "pulito" ma, come spesso accade quando un'ottima sceneggiatura sorregge tutta l'opera, si arriva a chiudere il libro con l'impressione che proprio quello sia lo stile adatto per quella storia, quello e nessun altro.
Echi di James Ellroy e Caleb Carr (quello dell'Alienista) ci ammantano e ci fanno desiderare di leggerne ancora. Tarantula, il Bruto, la Vamp, lo Scorpione e il Dottor Morte non ci sono ancora bastati. Sandman, gasaci con la tua pistola e facci sognare ancora una volta...
 


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