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X-Men:
Il Club Infernale
Ben Raab, Charles Adlard
Marvel Italia, lire 18.000
Perchè
donare a questa storia l'onore di un cartonato, ci risulta difficile capirlo.
Gli X-Men campeggiano a lettere cubitali sulla copertina dell'albo,
specchietto per le allodole che attrae gli aficionados del gruppo fondato
da Charles Xavier. Di X-Men, infatti, nelle pagine paginate della miniserie
compare solo Warren Worthington, Arcangelo, per giunta in una brevissima
sequenza. Ovviamente questo non inficia di per sè la storia, che ci mette del
suo per risultare noiosa e, tutto sommato, inutile.
Raccontare
le vicende passate del Club Infernale poteva essere anche una buona idea: se
sviluppata adeguatamente avrebbe potuto far comprendere meglio le ragioni che
muovono questa associazione segreta da sempre fondamentale per l'evoluzione
dell'universo mutante Marvel. La storia scritta da Ben Raab invece non
emoziona mai, nella sua lentezza esasperante.
La trama è giocata su una serie di interviste della giornalista in caccia di
scoop Irene Merryweather, già conosciuta sulle pagine di Cable: attraverso il
racconto degli intervistati si rievocherà la nascita della stirpe Shaw,
passando per diversi momenti storici, dalle colonie puritane alla rivoluzione
americana, fino ai nostri giorni. Anche
i disegni di Charles Adlard, per giunta, non si elevano mai da una dignitosa sufficienza:
decisamente poco particolareggiati (molte vignette sono quasi del tutto prive di
sfondo), ricordano a tratti, nei visi e nelle espressioni, quelli di John Byrne. Se
volete leggere un racconto d'epoca "come si deve", ripescate in
fumetteria Le Nuove Avventure di Ciclope e Fenice (Marvel Italia, 1996, lire
22.000) di Peter Milligan e John Paul Léon: ambientato a metà 800',
racconta la nascita di Sinistro, uno dei più letali nemici degli X-Men. E'
tutta un'altra storia... le
immagini © Marvel
Characters Inc, Marvel Italia
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