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Straczynski è l'uomo nuovo del fumetto a stelle e strisce e, dopo i suoi trascorsi come autore della saga fantascientifica Babylon 5, promette una storia altrettanto solida, ricca di pathos e colpi di scena. Più che a Watchmen, come atmosfere (mi stupisce come nessuno l'abbia rilevato) queste prime tre storie mi sembrano avvicinarsi all'AstroCity di Kurt Busiek, ovvero non una riscrittura in chiave critica dei supereroi ma un nuovo modo per raccontarli. Purtroppo risultano pessimi i disegni di Keu Cha, tra i più brutti visti negli ultimi tempi, che neanche i colori strepitosi della Liquid riescono a salvare. Spiritoso in molti frangenti (buffo l'eroe Flagg che deve cambiare nome perchè i diritti appartengono ad un certo Chaykin), cupo in altri, Straczynski ci lascia ad aspettare il secondo numero con un colpo di scena che prepara le cose a venire: la forza, l'energia che ha contaminato gli Specials, non si crea e non si distrugge, ma si trasforma. Uccidendo uno Specials, la sua energia verrà redistribuita agli altri, facendoli divenire più forti. La guerra tra supereroi è dietro l'angolo e noi, curiosi, siamo già a sgomitare per essere in prima fila.
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