La Città dei Brutti Sogni
Urani
David B. & Joann Sfar
Macchia Nera, lire 16.000

“Urani è l’unica capitale al mondo che ha un cimitero come centro-città. Sembra che ciò influisca sulla mente degli abitanti. Qui i brutti sogni sono più frequenti che altrove”. Come un trafiletto su un sussidiario, come una scheda su un dizionario geografico, la quarta di copertina di questo volume presenta il luogo con la freddezza di chi sembra ormai esserne parte e giustificare l’ingiustificabile.

A Urani, dove è giorno solo nei ricordi, un misterioso domatore di tigri decide di sparire dalla circolazione quando capisce che l’Eremita, un adoratore del male, si avvicina e vuole impadronirsi delle sue invenzioni. Da questo spunto solo in apparenza semplice si sviluppa una storia con molti personaggi ma nessun protagonista, se non la città, grigia, deforme e ansiogena come quei luoghi della mente su cui si edifica.

La narrazione procede rapida: gli eventi, come i dialoghi, sono secchi e incisivi e ogni tassello segue l’altro cercando apparentemente di coinvolgere il lettore nella trama, ma in realtà il progetto di David B. e Joann Sfar sembra diverso. Solo a lettura iniziata infatti ci si accorge di essere stati trascinati in un delirio della mente. Con intenzioni non troppo lucide i due autori sembrano voler terrorizzare il lettore cercando l’Urani che è nella sua testa. Tigri antropomorfe, esseri creati in laboratorio, donne seviziate, pervertiti, politici come bambini ritardati e gallerie sotterranee senza uscita, tutto rappresentato con un disegno stilizzato che dovrebbe essere più rassicurante ma alla lunga diviene straniante, quando gli occhi sbarrati di quelle sagome sembrano fissare dal foglio col nostro stesso stupore e terrore.

E “Urani, la città dei brutti sogni” è una storia che fa paura. Fanno paura quei personaggi così privi di umanità a cominciare dall’aspetto fisico, fanno paura gli scopi perseguiti da quei personaggi e fanno paura quelle case sempre buie, sempre spente senza un alito di vita, un fuoco da un comignolo o una luce da una finestra. 
David B. e Joann Sfar, due autori di riferimento dell’underground francese (il primo con “L'Ascension du Haut Mal” uscito in Italia per Rasputin!libri, il secondo con “La fille du professeur") hanno congiunto i loro intenti in quest’opera di cui in Francia è uscito solo il primo libro. I due si alternano a testi e disegni dei quattordici capitoli con una collaborazione ammirabile, come fossero un solo autore. Un altro bel colpo di Macchia Nera/Mare Nero, un editore ancora attento alle più interessanti proposte del fumetto internazionale e a cui dobbiamo anche Guerra di demoni, altra opera di David B. uscita per la collana Paracult.

La narrazione di “Urani” non segue alcuno schema, proprio come la follia. Un’avventura che minerà le certezze di chi crede che le buone storie a fumetti siano eventi matematici che si succedono e giustificano uno dopo l’altro, disegnati con rispetto di anatomia e prospettiva. David B. e Joann Sfar, che invece sperimentano col fumetto, ci mostrano un modo di fare storie che pochi in Italia sembrano conoscere, sanno come raccontare la frammentarietà dei pensieri e delle cose che cambiano. Non è importante che tutto abbia una giustificazione, come non lo è nella vita, come a maggior ragione non accade nella follia.

Alla fine della lettura, infatti, sembra di essersi lasciati sfuggire qualcosa, si sfogliano le pagine al contrario a cercare un tassello perso, per leggere poi sulla bocca de l’Eremita: “L’anima può essere osservata solo per lo spazio di un lampo. È molto difficile da distinguere!”.

Recensione di Alessandro Bilotta

 le immagini © Dargaud - Macchia Nera


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