Gregory Hunter #1
Il Ranger dello Spazio
Antonio Serra, Elena Pianta
Sergio Bonelli Editore, lire 3.800

Quando abbiamo visto in edicola la copertina del primo numero del nuovo personaggio Bonelli, Gregory Hunter, abbiamo tremato dal disgusto. Layout orribile, un titolo (Il Ranger dello Spazio) che non ci incuriosiva per nulla, due personaggi dall'aspetto non proprio memorabile... Eravamo maldisposti, insomma, quando abbiamo cominciato a leggere la storia scritta da Antonio Serra e disegnata da Elena Pianta. 

Se possibile, i nostri pessimi presentimenti sono stati non solo ampiamente confermati, ma addirittura superati da un racconto veramente indecente, un'accozzaglia di fantasie fantascientifiche fatte di tanti piccoli omaggi (Guerre Stellari, Il Mondo dei Robot, Star Trek, etc.) che finiscono per creare un'ambientazione improbabile alle avventure di un personaggio nato per far riscoprire a noi lettori l'Avventura... Scrive Serra nell'introduzione: "Gregory è, dopo tanti antieroi che hanno interpretato la realtà che li circondava con sensibilità e capacità critica, semplicemente un eroe dei fumetti. Come Tex, come Zagor, cerca di vivere l'avventura con il massimo dell'impegno (per stupire voi lettori) e con il massimo del disimpegno (nell'affrontare senza farsi troppi problemi i suoi avversari)".

Come può uscire un albo tanto orrendo? Con un linguaggio ed uno stile narrativo così stantìo ed obsoleto? Con un personaggio anacronistico che venderà magari centinaia di migliaia di copie (sigh!), ma rappresenta un passo indietro di oltre vent'anni (prima di Martin Mystere, prima di Dylan Dog, prima di Nathan Never) nella storia del fumetto popolare italiano? Con una trama sinceramente tanto imbarazzante da indurre a darsi i pizzicotti,  perchè sembra davvero impossibile che possa essere stata pubblicata?  

Se cercate una space-opera italiana dignitosa e originale, ripescate Hammer della Star Comics. Ha chiuso dopo pochi numeri perché non vendeva...

 le immagini © Sergio Bonelli Editore


Il vostro parere su Gregory Hunter:

Siamo già al quarto numero di Gregory Hunter e dopo lo stupore per un inconcludente numero 1, devo dire che è un fumetto davvero unico ed eccezionale, non in sintonia con gli altri personaggi Bonelli...
I disegni sono assolutamente fantastici e le storie segnano un ritorno
ad una fantascienza degli anni'50 e 60 . Io mi stupisco davanti ai mille personaggi disegnati da Elena Pianta ed Antonella Platano..Il numero 2 era semplicemente meraviglioso... Spero davvero duri a lungo..  
Grazie Antonio per Gregory Hunter
Lino Terlati

L'uscita di Gregory Hunter ha stupito anche me.
Il primo numero cerca di presentarci l'universo in cui il nostro si muove, con l'odioso espediente del narratore fuori campo (odioso per me, io preferisco che un autore ci faccia conoscere il suo universo immergendoci in esso, piuttosto che 'spiegandocelo'), ma quel che è peggio è che la storia non va da nessuna parte.
Posso capire gli intenti dichiarati di confezionare una space opera vecchio stile, il motivo per cui GH è brutto non è certo quello (per quanto io stesso preferisca storie più 'fresche'). Semplicemente, è noioso ed inconcludente. Ho trovato brutto anche il modo in cui il protagonista e la spalla comica (ahh la buona vecchia spalla comica di casa Bonelli) si raccontino cose di cui sono già a conoscenza (il loro passato) giusto per informarne anche i lettori. Un espediente da 4 soldi. Non capisco perchè un editore che ha tanta visibilità debba appoggiarsi ad una così ridotta schiera di autori, che per lo più scrivono tutti allo stesso modo (non mi riferisco tanto alle trame quanto allo stile, e ad un preciso modo di far parlare i personaggi).
Carta sprecata. 
Saluti e complimenti per il sito!
dario, torino

Io posso definire il fumetto di Gregory Hunter con due sole parole, ASSOLUTAMENTE FANTASTICO, e un grazie di cuore al suo inventore, continua così e pubblicane più che puoi magari anche uno ogni due settimane se è possibile.
CIAO SEI UN GRANDE
ANDREA MB FERNO (VA)

Possibile che nessuno abbia notato che il nuovo personaggio di Serra sia in realtà una scopiazzata di Lucky Starr ? Personaggio creato da uno sconosciuto di nome Isaac Asimov nel MILLEENOVECENTOCINQUANTADUE!!! Altro che venti anni indietro.
Luca

Non posso che dare ragione all'autore della recensione e a Dario di Torino. Forse abbiamo gusti comuni, senso critico, chiediamo molto ai fumetti che
leggiamo ma non siamo gli unici, esistono persone come Andrea di Varese. Persone che forse non capiscono nulla di fumetti ma che spendono comunque
soldi nelle edicole. L'unica speranza è che non siano/diventino la maggioranza (anche se credo siano in aumento, purtroppo )
Alessandro (MI)


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