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Fritz
il Gatto
Robert Crumb
Mare Nero, lire 20.000
Quando
scriveva storie come queste (alla fine degli anni 60), Robert Crumb era spesso
visitato dalla polizia, aizzata dall'America Puritana che voleva mettere al
bando le sue storie fatte di sex & drugs and rock'n'roll (ehi, a proposito,
non vi pare una storia tristemente vicina a quella legata alla Topolin Edizioni?
Sono passati trent'anni, e non è cambiato nulla...). In una bella intervista
pubblicata sul Mucchio Selvaggio #215, Crumb risponde alle accuse di pornografia
che da più parti gli sono sempre state rivolte: "Che cos'è la
pornografia? E' la commercializzazione del sesso per fare soldi, eccitando la
persona a cui si vuole vendere il prodotto (...) Questo non è mai stato il mio
scopo. Non ho mai usato il sesso per vendere i giornali. Non è quello che mi
interessava. Però adoro disegnare i corpi delle donne, le forme femminili. Mi
piace disegnare i corpi benpiantati delle mie eroine. E mi sento obbligato a
disegnare anche degli uomini bizzarri che fanno loro delle cose. E' più forte
di me".
Il suo personaggio più famoso, Fritz
il Gatto, era l'irriverente alter-ego acido di Topolino, quello che avrebbe
reso famoso Crumb tanto quanto i suoi idoli di gioventù, Thomas Nast, Walt
Kelly, Harvey Kurtzman. Anche di più, visto che alcune sue tavole sono esposte
al Museum Art di New York. Rileggere
oggi le storie di Fritz il Gatto, grazie a questo bel volume edito da
Mare Nero, significa estrapolarle dal contesto storico in cui vennero
scritte, fatto di camice a fiori, collane, pantaloni a zampa d'elefante,
eliminazione delle inibizioni, acidi lisergici e grandissimo fermento musicale (Jimi
Hendrix, Jim Morrison, Janis Joplin, e chi più ne ha più ne metta).
Costituiscono però un documento prezioso, utile a presentare alle nuove
generazioni quella che giustamente viene definita in quarta di copertina "un'icona
culturale, un classico del fumetto mondiale che continua ad essere ristampato in
tutte le lingue".
le
immagini ©
Robert Crumb - Mare Nero
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