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Jeph Loeb scrive una storia complessa, che si dipana in modo piuttosto compassato per un numero forse eccessivo di pagine. L'epilogo, abbastanza confuso, pare costruito da Loeb per tentare di vincere la scommessa di scrivere un nuovo ed originale thriller, finendo invece per destare nel lettore un pizzico di tedio e davvero nessuna sorpresa. Apprezzabili, al contrario, i momenti più tranquilli della saga, in particolare la descrizione dei primi giorni di Dick Grayson nella grande Villa Wayne. Tridimensionale, soprattutto, la caratterizzazione del maggiordomo Alfred, che attraverso pochissime scene, fornisce i ricordi migliori per una storia tutto sommato scialba. Belli, come sempre, i disegni di Tim Sale, molto influenzato dai lavori di Frank Miller ed Eduardo Risso pur rimanendo assolutamente personale ed originale.
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