Blame #1-3
Tsutomu Nikei
Planet Manga, lire 6.900 cad.

Tsutomu Nikei è uno dei nuovi autori rampanti che giungono dal paese del sol levante e questo suo Blame lascia intravedere una perizia grafica non comune, contaminata dalle sue passioni per l'architettura ed il fumetto europeo. 

Gli scenari di questo fumetto di fantascienza "estrema", tanto aliena da risultare a tratti eccessivamente incomprensibile per il lettore, sono assolutamente affascinanti e la struttura multilivello ci ricorda molti altri racconti che abbiamo assimilato attraverso vari media: un cocktail esplosivo, una visione trasversale che spazia da Quake3 a La Torre di Schuiten.

Killy, il protagonista della storia, viaggia in questo mondo da incubo, popolato da strani esseri e macchine senzienti, accompagnato da una fedele amica: una pistola gigante (probabilmente l'arma più potente mai apparsa nella storia del fumetto) che fa esplodere teste e crollare palazzi, ma che ha come unico piccolo, banale effetto collaterale quello di generare un rinculo assolutamente incontrollabile...
Adrenalinico ma alla lunga eccessivamente ostico nella comprensibilità della trama e ripetitivo nel suo svolgimento. 


Il vostro parere su Blame:
MAYBE ON EARTH , MAYBE IN THE FUTURE. E' la scritta riportata sulla copertina di ogni volume di Blame! , opera prima di Tsutomu Nikei. Nulla di distinto, solo sei parole per descrivere nel modo più sintetico, ma intrinsecamente preciso, l'atmosfera e le emozioni contenute in questo racconto oscuro. Precarietà. Insicurezza. Gli esseri le cui esistenze sono immerse nel più cupo ed opprimente dei mondi lottano per sopravvivere privi di certezza sull'esito. Questa la forza di un manga ammaliante non solo per lo stile grafico ma anche per il tetro impatto emotivo. Vite perdute in un mondo privo di spazi aperti e di flora ma costituito essenzialmente da fredde e megalitiche strutture compenetranti continuamente riparate e tenute in piedi da enormi macchine chiamate "costruttori" . La superficie della terra sembra sia solo una immensa costruzione cosparsa di tecnologie avanzatissime ed in gran parte in stato di abbandono. E dalla tecnologia escono gli esseri che sembra se ne assumano la difesa, a scapito degli uomini. Ciò che resta forse di un tempo perduto ... decaduto. Rari uomini, di carne o sintetici, si muovono in esso ma la loro presenza si perde davanti all'incombenza della megastruttura di cui poco si conosce. Alienazione e claustrofobia. Perdita di se stessi in un mondo incomprensibile e troppo grande, troppo opprimente, soffocante. Perdita delle emozioni, si può solo combattere e quindi sperare di continuare ad esistere oppure morire nel silenzio di immensi corridoi come nel fetore di piccole stanze sporche. 
Alcuni affermano che si tratti di un'opera eccessiva, altri criticano la linearità narrativa ma a mio parere è ancora presto per dirlo e comunque ciò si abbina abbastanza bene alla delirante ambientazione. Anch'io riconosco alcune mancanze come la confusione determinata da certi passaggi troppo caotici ma il caos sembra regnare sovrano in ogni scorcio e si tratta pur sempre di un'opera prima. La mancanza di varietà narrativa viene compensata dal fascino diabolico del mistero diffuso, la storia acquista verve proprio dalla descrizione puramente grafica del mondo in cui è immersa , uno sfondo senza spiegazione visivamente dettagliato e variegato attorno ad un tema portante: la costruzione. Non è un caso: Nikei in passato ha lavorato come architetto. La megastruttura viene presentata agli occhi del lettore in tutta la sua peculiarità esteriore e l'accuratezza del tratto sembra quasi stonare col minimalismo dei volti e dell'abbigliamento dei personaggi. Una stonatura perfetta: l'identità sparisce e regna solo l'immensità e la solitudine delle forme che la circondano, eterne ed immense. Spariscono i volti, spariscono i sentimenti. Le azioni sono dettate da spirito conservativo o da ordini ricevuti, sembrano svanire le emozioni e rimanere solo primordiali reazioni come paura od odio. Dialoghi ridotti al minimo essenziale ed introspezione assente. Emotività e tensione estremi, però. Potrebbe andare diversamente in uno degli inferni peggiori mai creati dalla tecnologia? 
Nel complesso, nonostante le inevitabili e a tratti giuste critiche, Blame! è un lavoro interessante e non lascia indifferenti , un manga attraente ed in un certo senso attuale visto lo stato di solitudine incertezza ed alienazione che la nostra frenetica società occidentale ricca e generalmente frivola impone loro malgrado ad un numero crescente di persone. 
Un'affascinante anche se deprimente sogno metaforico di esseri stranieri in un mondo alieno. 
Alessandro Tegon (Venezia)

Innanzitutto consiglio a chiunque di leggere tale opera quando sarà pubblicata per intero: non v'è speranza alcuna di comprensione nel leggerne qualche volume... Tuttavia l'impatto grafico è ciò che risalta di primo acchito: proiezioni di architetture angoscianti e iperboliche come venissero da un incubo di un architetto Neo-gotico (difatti l'autore lo è)... mentre la storia non ha un costrutto logico (si è arrivati al 5' Volume e fra 2 mesi uscirà il 6') ma cio' è comprensibile giacché l'opera è interamente impermeata nel silenzio...
Giovanni Esposito 

Avete letto questo fumetto?
Esprimete il vostro parere e lo pubblicheremo su questa stessa pagina.
Cliccate qua per dire la vostra -> stanza101@cdh.it


Tutte le immagini ed i marchi riprodotti in queste pagine, dove non indicato espressamente, 
sono © dei rispettivi legittimi proprietari.
Le opinioni espresse in questo sito sono responsabilità dei rispettivi autori.
Per contatti, richieste e pareri:
stanza101@cdh.it

Powered by